Era il 2014 quando Lula scelse Villa Bardini. Non fu il contrario: fu lei a decidere, come sanno fare i gatti, che quel giardino affacciato su Firenze sarebbe stato casa sua.
Da allora era diventata una presenza familiare per i visitatori. Di giorno riposava in biglietteria, nei saloni accanto alle opere d’arte, sulle panchine del giardino, passeggiava nei vialetti sempre pronta a farsi notare, a cercare attenzioni, si faceva fotografare e ricambiava con le sue fusa. La notte dormiva nella sua zona riservata al piano terra. Il giardino era territorio suo, e qualunque altro gatto entrasse veniva prontamente invitato ad andarsene.
Ad accudirla era lo staff di Villa Bardini, che le aveva dato il nome Lula. La micia era molto conosciuta anche nel quartiere: ogni tanto usciva dal cancello per avventurarsi nei giardini vicini o nei ristoranti della zona, e quando si perdeva erano i residenti a chiamare per segnalarne la presenza. Lo scorso anno aveva trascorso un breve periodo ospite di una signora del quartiere, per poi fare ritorno a casa sua, Villa Bardini.
Aveva affrontato una malattia qualche tempo fa ma fino a pochi giorni, benché affaticata a causa dell’età, era ancora presente e attiva. Solo nell’ultima settimana aveva iniziato a dimagrire vistosamente e a perdere le forze a causa di complicanze. Il 7 maggio 2026 Lula ha attraversato il Ponte dell’Arcobaleno, come si dice al momento dell’addio degli animali domestici più cari.
Villa Bardini la ricorda con affetto e gratitudine per gli oltre dieci anni di compagnia silenziosa e fedele. Sarà sepolta in un angolo del giardino che aveva scelto.




