Arte, al MART di Rovereto nove capolavori di Annigoni provenienti dall’esposizione permanente di Villa Bardini

14 Maggio 2022 – 18 Settembre 2022
Fondazione CR Firenze ha prestato le opere per la mostra “La forza del vero. I pittori moderni della realtà”, ideata da Vittorio Sgarbi

Autoritratto (1946), Cinciarda (1945), Ritratto di Ricciardo Annigoni (1935), La soffitta del torero(1950), Eremita che chiama(1949), Partenza (1935), Interno dello studio(1936), Ritratto di Enrico Serafini(1941), Antico giardino (1947-’48 c.). Sono questi i nove capolavori di Pietro Annigoni provenienti dal Museo Annigoni di Villa Bardini a Firenze “in trasferta” al MART di Rovereto (Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto). Fondazione CR Firenze ha prestato le nove opere per la mostra, inaugurata sabato 14 maggio 2022, “La forza del vero. I pittori moderni della realtà”, ideata da Vittorio Sgarbi e curata da Beatrice Avanzi, Daniela Ferrari e Stefano Sbarbaro.

La mostra è dedicata ai pittori che, nel biennio 1947-‘49, hanno dato vita a un movimento di forte riaffermazione dei valori morali ed artistici dell’arte figurativa in contrapposizione all’arte informale e astratta che andava affermandosi con la fine del secondo conflitto mondiale. Tra questi i fratelli Xavier e Antonio Bueno, Gregorio Sciltian, Giovanni Acci, Alfredo Serri, Carlo Guarienti e Pietro Annigoni.

Pietro Annigoni (1910-1988), in particolare, è uno degli artisti più presenti in mostra con circa 30 opere, tra i quali i nove dipinti della Fondazione CR Firenze, provenienti dall’allestimento permanente del Museo Pietro Annigoni di Villa Bardini. Il Museo Annigoni è l’unica realtà espositiva dedicata al maestro, aperta al pubblico nel 2008, con un’ampia selezione di opere che documentano il percorso artistico del pittore nella sua lunga carriera professionale. Le nove opere raccontano il percorso umano e artistico di Annigoni, come l’Autoritratto del 1946 che contribuì a farlo conoscere a livello internazionale, e il ritratto di Cinciarda del 1945, opera cruciale nel percorso artistico di Annigoni si inscrive in un ampio repertorio di diseredati e emarginati, raffigurati con vivido realismo che trovava a Firenze una diretta corrispondenza con la narrativa di Vasco Pratolini.

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